> Tutta colpa delle favole.

Tutta colpa delle favole.

Nessun principe che ti salva dai veleni dell’invidia, nessun cavaliere armato di spada lucente che ti porta via dal drago del castello…
O ti abitui alla solitudine ed a cavartela da sola, o il drago sgranocchierà le tue ossa abbandonate su un letto di sogni, desideri ed organza.

Ho nodi e fulmini sul fondo dello stomaco.
Saette di rabbia e grovigli di discorsi incompiuti.
Non son brava con le parole, non hanno fiato né voce quando hanno l’obbligo di venir fuori nel modo giusto.
Sono vigliacche e deboli.
Sono insicure e disordinate.
Una mano alla bocca, bloccami il respiro, impediscimi di sbagliare oggi.
E distendimi la rabbia nel vuoto della tua parte di letto.
Allentami i lacci ai piedi e sfilami le scarpe poco prima che io lmi lasci cadere.
Ho il nulla che mi sgorga dagli occhi.
Ho il niente che mi brucia sottopelle.
Fa troppo freddo in questa veste d’apparenza e la forza oggi m’abbandona senza che io le abbia dato il permesso.
Piccola.
Stanca.
Arresa.
T’aspetto nella tua parte di letto.
Tu bruciami questa tristezza con un bacio soffiato sulla guancia. ©

Ti ho avuto addosso il tempo di un profumo, quello di una foto in bianco e nero esposta al sole di mezzogiorno.
Mi sei scivolato lungo il collo, correndo via tra i seni, lasciando traccia di un cammino che ho potuto solo immaginare.
Sei arrivato fin dentro la carne stanca, tra i muscoli doloranti di un sorriso vuoto e scarno.
Non mi sei più sulla pelle, non tra i seni morbidi, non sul collo teso, ma m’hai intriso le carni con il profumo inebriante delle tue parole.
Vuota, piena solo del tuo sapore.
Stanca, con la sola forza di ascoltarti ancora.
Mi hai migliorata peggiorandomi.
Mi hai indurita ammorbidendomi le ossa.
Mi hai avuta lasciandomi andare.
Mi sei rimasto addosso il tempo di uno scambio di sguardi, di un battito di ciglia, di un morso alle labbra.
Mi sei rimasto dentro per tutto il tempo di una cicatrice sulle ossa.
Calcificato con la tua assenza. ©

La psicologia sostiene che non si smette mai d’amare qualcuno, o non l’hai mai fatto, o lo farai per sempre.

libro di psicologia. (via pesantecomeunalibellula)

Siamo tutti fregati

(via tregiridovrebberobastare)

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(via alicenelpaesedegliorrori)

(via cacciatoredicielo)

mrfrivolous:

the wolf princess (oval) (by Art and Ghosts)

mrfrivolous:

the wolf princess (oval) (by Art and Ghosts)

(via mydeadpony)

30minuti:

Ho fatto studiare il mio amico immaginario. Ora è
il mio psicologo.

Elena lascia, ogni notte, i pensieri su fogli ormai imbevuti d’inchiostro e li riprende al mattino come fossero il primo caffè per svegliarti dal sonno.
Posa gli occhi stanchi sul cuscino e lascia che si chiudano da soli, senza mai troppe pretese.
Ché pretendere è peccato, chiedere è maleducazione e lei non sa più battere i piedi per nessun capriccio, per nessuna voglia.
Ha solo esigenze e desideri che non sa esprimere. Tiene sentimenti ed ansie chiusi nello stesso scatolone, infilato sotto il letto troppo vuoto e freddo.
Elena ha ciglia lunghe per far arrivare prima il buio, le stringe forte soffocando la voglia di scrivere ancora di quell’ultima emozione che la tiene sveglia.
Chiusa nelle spalle.
Serrata, a contarsi i battiti che rallentano, le pulsazioni che sussurrano nei polsi.
Si abbraccia nella penombra.
Elena vorrebbe solo dormire, senza più fermarsi a pensare.
Elena spegne la luce e mette a riposo ogni suo vortice di pensieri e ricordi. ©

Legami ed allagami.
Stringimi e costringimi.
Ché non ho forza per restare.
Non ho il coraggio di affogare.

Ho imparato che le lacrime regalano riflessi speciali agli occhi che ne sono colmi, ed ho imparato che le labbra sorridono meglio dopo averle bevute.
Ho imparato che sbagliare ha sempre una ragione nascosta, che qualche volta non si paga, che spesso occorre tanto di quel tempo per imparare da una caduta, che fatichiamo a comprendere l’insegnamento.
Ho impararo che ogni parola ha un peso, un valore, un momento adatto. Non esistono scuse senza comprensione, non esiste grazie senza riconoscenza.
Ho imparato che il dolore lentamente passa, lascia spazio al rancore e lentamente diventa ricordo.
Ho imparato che non esistono ferite tanto gravi da non poter essere curate, ma che le cicatrici quelle restano e basta toccarle per riconoscerle.
Ho imparato che il cuore non sente ragioni e non prende ordini, segue la sua legge, ti tortura quando ha voglia e ti fa volare quando meno te lo aspetti.
Ho imparato che nessun sentimento può essere imposto, per quanto tu possa desderarlo.
Ho imparato che non smetterò mai di stupirmi, che le lezioni non finiscono e che ogni insegnamento fa male.

Ho imparato che non mi manca più il coraggio di mettermi alla prova. ©

ennesimopazzo ha chiesto: Scrivimi un post corto che te lo leggo

Ed è quando arrivano domande (?) come queste che mi chiedo perché non trasmettono il Grande Fratello ogni sera.

E poi una non deve bestemmiare! Potevano paragonarmi a Topo Gigio, no! Infieriscono loro!

E poi una non deve bestemmiare! Potevano paragonarmi a Topo Gigio, no! Infieriscono loro!