> Tutta colpa delle favole.
Nessun principe che ti salva dai veleni dell’invidia, nessun cavaliere armato di spada lucente che ti porta via dal drago del castello…
O ti abitui alla solitudine ed a cavartela da sola, o il drago sgranocchierà le tue ossa abbandonate su un letto di sogni, desideri ed organza.

Tu sei quel genere di persona che mi obbliga chiedermi costantemente “Ma io valgo qualcosa?”…

Sarò un ricordo. Ma non è mai troppo tardi, dicono. Mai troppo tardi per ritrovarsi.

soloura:

-Uranium.

uhm…. 

uhm…. 

(Fonte: josefinlindqvist, via myricae92)

collezionistadicanzoni:

inkal:

Dylan Dog - drawn by various artists that worked on the book

Brindisi forevah anche se è tanta roba sempre.

collezionistadicanzoni:

inkal:

Dylan Dog - drawn by various artists that worked on the book

Brindisi forevah anche se è tanta roba sempre.

Ma un sacco di volte è così, è così quasi sempre, si scopre alla fine che il dolore, tutto quel dolore, era inutile, che si è sofferto come bestie, ed era inutile, non era né giusto né ingiusto, non era bello o brutto, era solo inutile, tutto quello che puoi dire alla fine è era un dolore inutile.

Alessandro Baricco, City. (via crucioandlove)

(via underwhitenoise)

F. : Come stai?
Io : La mattina è sempre un trauma per me. Ho tutti i pensieri della notte che mi scendono al petto. Fatico a respirare senza finir con gli occhi lucidi. Sto. Come sto sempre, a cercare un motivo per sorridere e non pensarci. E vorrei avere una memoria fatta a comando. Vorrei saper dimenticare.

La colpa non è sempre delle donne, non sono sempre loro a farsi i film mentali, a sognare i lieto fine, ad essere delle inguaribili romantiche.
Ad esempio, la Bella Addormentata stava dormendo tranquillamente, è il principe che è andato a romperle i coglioni eh

helpineedsomebodynotjustanybody.tumblr.com

u.u

(via fakesmilesforfakepeople)

(via fakesmilesforfakepeople)

Facciamo un gioco, uno di quelli nuovi, diversi, che stimolano la curiosità.

Giochiamo a dimenticarmi. Lo scopo è rendermi invisibile, come se non fossi mai esistita.
Non i miei occhi, non la mia voce, non il mio sorriso che lascia intravedere la lingua maliziosa e divertita.

Giochiamo a togliermi le parole, quelle che uso male, a sproposito, solo per far danno, che mai hanno saputo curarti.
Giochiamo a cancellarmi da ogni tuo, anche misero, pensiero.
Magari mi vien semplice così, fingere io stessa di non averti mai incontrato, posso assopire i miei pensieri, ricollocare i miei sorrisi, riordinare le mie esigenze.
Magari mi vien facile smettere di pensarti, smettere di volerti, smettere di farmi del male.

Giochiamo a dimenticarci.
Io bluffo, tu mettici l’anima di chi sa competere, scioglimi i nodi, toglimi le bende.

Insegnami a non desiderarti

– a non volerti –

imparerò a soffocarmi.

Dimenticami.

Annullami.

Resetta la tua mente.
Tu che puoi.

Tu che riesci.
Vinci.

Ho sempre creduto in te. ©

Se tardi a trovarmi, insisti, se non ci sono in un posto, cerca in un altro, perché io son fermo da qualche parte ad aspettare te.

Walt Whitman 

Ho giudicato male i tuoi limiti
Ho tirato troppo la corda con te
Ti ho dato per scontata
Ho pensato che avessi bisogno di più di me.

Boys Don’t Cry - The Cure

“Ti volevo scrivere, ma non l’ho fatto; ti volevo dire che si può tornare indietro, ma se non torni vuol dire che non vuoi.”

Più di tutto, oltre ogni necessità, davanti anche alla fame, alla sete, alla voglia di vivere…
io vorrei mancarti.

©

Dovevo nascere uomo. Non c’è un cazzo da fare… Dovevo nascere uomo per prendere a pisellate e tirate di capelli tutte. Ma senza risparmiarmi!

Donne. A volte devono solo sfogarsi.
Lacrime a fiumi e dopo è tutto passato.

Sin City